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BARBAGALLO - Quarter Century
 

(2010) Barbie Noja / 42/24


Tracklist:
1. A Place Called Home
2. Wake Me Up!
3. Medriocre
4. Reject (No Reaction Time)
5. Holiday / H.L.
6. Tx313
7. Show
8. Simon Templar
9. Great Sun
10. Clouds Behind The Moon
11. Town Calls
12. White
13. The Crowd
14. Ercoidem


Carlo Barbagallo è uno dei musicisti più affascinanti che ci siano in circolazione. Siciliano, polistrumentista, amante dell'home-recording e della psichedelia, già membro di Albanopower e di molti altri di progetti, tra i quali anche uno solista con il quale si esprime in totale libertà artistica. Ignorato da molti e amatissimo da quei pochi, Barbagallo negli anni ha sfornato diversi dischi ed ep (tra i quali anche una reinterpretazione avvenieristica di Erik Satie) che lo hanno rivelato come un musicista maturo e raffinato
Arrivato alla veneranda età di 25 anni ha voluto festeggiare a suo modo un traguardo fittizio ma consistente, una meta irreale ma importante che servisse a fare il punto della situazione sulla sua maturità stilistica. Quarter Century, il suo ultimo album, rappresenta proprio questa festa dei 25 anni nella quale sono stati invitati molti ospiti e tutti insieme si sono messi a suonare. Dai colleghi degli Albano Power, alla nuova promessa italiana Music For Eleven Instruments, passando per embri di Suzanne' Silver, Camera 237 e molti, molti altri, sono in molti quelli che a questa festa per arricchire la musica di per sé particolare di Barbagallo.
Ad un primo ascolto Quarter Century può sembrare un guazzabuglio di rumori, un dedalo sonoro nel quale è difficile trovare un filo per uscirne, ma basta un'immersione più profonda per entrare dentro un mondo surreale che è tanto affascinante quanto inquietante. Quindi, a forza di ascoltarle, le canzoni diventano dei personaggi quasi distinti, ognuno con le sue caratteristiche e le sue peculiarità, ognuno con qualcosa da dire. Per esempio, Show (una canzone in nove ottavi! Erano secoli che non ne sentivo una!) somiglia ad una fenice che brucia e illumina tutto intorno a se, Mediocre a un robottino obsoleto e malfuzionante, Holiday/H.L. un ragazzo affetto da disturbo bipolare, poi c'è un'illusionista inafferrabile dietro a Simon Templar, un cavallo in corsa impazzito in Great Sun, fino ad quel goffo zoppicante chiamato Cloud Behind The Moon tanto simile a Tom Waits (citato anche nel testo) e a vari esseri mutaforma policromatici non ben definiti. Ed ognuno di questi personaggi interagisce con gli altri come fossero pedine di una scacchiera psichedelica, con risultati inattesi e sorprendenti.
In fin dei conti è pop, ma chiamarlo semplicemente così è quasi un crimine, perché dietro c'è una raffinatezza, un gusto, una voglia di esprimersi (in)differente alla stragrande maggioranza della scena psichedelica italiana, e Quarter Century non va ad unirsi alla discografia di Barbagallo come una semplice costola in più. Tutta la musica di Barbagallo è qualcosa di più omogeneo, di più grande e poroso, un unico suono che aleggia vaporoso sopra le nostre teste, andando oltre l'etichetta di psichedelia, raggiungendo direttamente la chimica delle emozioni.

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