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Intervista con i MUSICA PER BAMBINI
 

Il 24 Gennaio i Musica Per Bambini si sono esibito presso la Corte dei Miracoli di Siena. Se non mi proferisco tanto su questo concerto è perché le parole non possono descrivere appieno la suprema arte del il gruppo più singolare d'Italia, scatenatosi per l'occasione in una performance musical-teatrale fuori da normale su tutti i fronti della spettacolo. Piuttosto voglio parlare di ciò che successo dopo. Con questi piacentini caciaroni, che amano divertirsi e sfottersi a ogni ora del giorno della notte, una tipica relazione sociale funziona in questo modo: ci attacchi a parlare, ci bevi qualcosa insieme, gli rimani simpatico e finisce che il giorno dopo ti ritrovi a pranzare con loro alla “Trattoria Papei” di Piazza del Mercato. E vi assicuro che non è stato un pranzo è qualunque, quanto una celebrazione della non-serietà, fra battute sconce, derisioni infantili, battibecchi, canti di gioia, bistecche alla fiorentina e bottiglie di vino non quantificabili. Un'esperienza al limite dell'assurdo, è stato come presenziare a un tè delle cinque con il Cappellaio Matto, il Bianconiglio, Pulcinella, Pantalone e Puffo Burlone.
Quindi, dopo grappa e limoncello, il gruppo si è diviso in due: chi è andato a girare per bar, affogando in amari e liquori, e chi (Manuel, io e una ragazza di nome Benedetta) ha deciso di salire in cima al Duomo di Siena per vedere la città medievale dall'alto. Sulla cima dell'edificio più alto della collina più alta di Siena la mente di Manuel, autore di musiche e testi di Musica per Bambini, era in una sorta di meditazione ispiratrice, un raccoglimento per future canzoni e filastrocche da riproporre agli altri del gruppo). Alle ultime luci del pomeriggio ci siamo incamminati verso un bar dove ritrovare altri due Bambini intenti a sgonfiare bottiglie. Prima che ripartissero alla volta dell'Emilia Romagna (quella sera c'era il derby Milan-Inter, e non avrebbero mai potuto mancarlo) sono finalmente riuscito a strappare una faticosa, chilometrica, indisciplinata e concettualmente slegata - ma comunque divertentissima - intervista con tutto il gruppo in stato avanzato di alcolemia. Ecco il lungo resoconto di quell'indimenticabile chiaccherata. Non stupitevi se certi tempi verbali non tornano, se alcune strutture frasali sono sbagliate o se i ragazzi non rispondono alle domande. Non siete voi a non capire, è normale così.


Allora ragazzi, presentatevi e dite il vostro ruolo all'interno di Musica per Bambini.
Mirko: Stopper.
Manuel: … vomitare.
Mirko: Ecco a voi Manuel Boooooooon....
Manuel: Poi vabbè lo strecci. Lui invece si chiama Andrea Mansi.
Manzo: Ciao, sono io. Lui invece si chiama Mirko Montesissa e non è me.
Manuel: ...glio di me.
Mirko: Io cambio le gomme.
Manzo: Anch'io, dammi un'altra cicca.
Mirko: Sai prima avevo quelle, sai quella rossa da una parte blu dall'altra che è difficilissima da mangiare.
Manzo: Si chiama Cagliari quella, Cagliari. O Bologna anche, dir si voglia.
Mirko: Ci sta una bella battuta sul calcio.
Manzo: Certo, le tue ossa saranno felici.
Manuel: Meglio una battuta sul calcio che un calcio sulla battuta.

Parlassimo di musica?
Manuel: Ma perché rovinare questa bella intervista parlando di musica.
Manzo: Lui vorrebbe dire che saremmo, eravamo dei musicisti?
Mirko: Allora, dicesi musica? Chi sa dare la definizione di musica?
Manzo: Io no.
Manuel: Io non so neanche dare la definizione di definizione.

Cominciamo da una considerazione generale? Chi sono i bambini della vostra musica?
Manzo: Sono i figli di Manuel che ha sparso in tutto il mondo. Lui ha inseminato varie donne in vari stati, in tutti e cinque i continenti e questi bambini stanno ancora aspettando i soldi della musica del babbo. “Vi manterrò io, non preoccupatevi”.
Mirko: Apparte che tecnicamente i continenti sono sei.
Manzo: Allora vai a fanculo che è il settimo continente
Manuel: Infatti devo ancora fare un figlio in Aus... in Antartide.
Mirko: Però è difficile fare un figlio con una foca monaca.
Manzo: La foca monaca indossa la foca tonaca, no?

Parla te Manuel, dai?
Manuel: Certo. Allora cosa devo dire? I Bambini. Mah, non c'entra niente praticamente.
Mirko: Scusa, vorrei dire che l'ultima volta che abbiamo risposto a questa domanda alcuni di noi hanno passato otto mesi in galera.
Manzo: Ma perché faccio il secondino.

Allora parliamo della musica e non dei bambini...
Manuel: Ma parliamo del “per” che fra gli operatori è sicuramente il mio preferito. Il tuo invece qual'è?
Manzo: Fra gli operatori? Sicuramente il chirurgo di Piacenza.
Mirko: A me il “per” piace molto.

Ma lo ha già detto Manuel...
Mirko: Ma io non lo ascolto.

Allora parliamo dell'ultimo disco “Dio contro Diavolo”.
Manuel: No, parliamo di quello degli U2.

“No line in the horizon”?
Manuel: Ah, quello nuovo.
Manzo: Io pensavo a “Dio contro Diavolo” degli U2. Bellissimo!
Manuel: “Dio contro Diavolo” degli U2 finisce in altro modo rispetto al nostro, è il ritorno di “Dio contro Diavolo” di Musica per Bambini.

É il vostro come vi è venuto fuori? Da quale preciso concept? Quale storia? Chi lo ha fatto nascere?
Mirko: Potremmo parlare per sei ore con questa serie di domande.
Manuel: Cominciamo con la prima ora.
Mirko: Chi l'ha fatta nascere... direi la Marzen.

(Silenzio di diversi secondi)

Manzo: Non l'ho capita.
Mirko: La birra.
Manzo: Che c'entra?

(Ancora silenzio)

Voce fuori intervista: Eravate ubriachi.
Insieme coralmente: Aaaah...
Manzo: L'abbiamo percepita a Gennaio la Marzen. Che cazzo vuol dire?
Mirko (riferito a me): Sta segnando i minuti da tagliare di quest'intervista.
Manzo: Adesso, dai! Parla!
Manuel: Ma mi vergogno!
Manzo: Anche noi a sentirti parlare.
Manuel: Allora... Come nasce? È un fanciullo che ritrova la girella del guitto.

(Incominciano a ridere incomprensibilmente)

Manuel:  Allora, è un fanciullo, immaginario eh!

(Ricominciano a ridere incomprensibilmente)

Manzo: Pensa quando lo abbiamo raccontato alla giuria.
Manuel: Che ritrova la girella del guitto. Naturalmente nessuno di voi sa che cosa è la girella del guitto, vero? Tu lo sai che cosa è?

(Con dei gesti manuali lo incito a stringere il discorso. Cerco di mantenere un'autorità)

Manuel: Ha fatto un segno come...
Mirko: Come la mamma ai piccoli.
Manzo: Mungi, mungi.
Manuel: La girella dei guitto è... una girella.

(Tutti ridono senza motivo, evidentemente sono colti dal delirium tremens)

Mirko: A chi è appartenuta?
Manuel: È un oggetto dalle proporzioni relative perché poi c'è grande o piccola a seconda di chi la trova.
Mirko: Ha capacità divinatorie.
Manuel: Che vuol dire capacità divinatorie? Capacità vuol dire quanta roba ci sta dentro.
Mirko: Capacità vuol dire quanti litri ci stanno. Divinatorie credo che si parli di …
Manzo: Montepulciano, Chianti...
Mirko: … Cuba degli anni '70.
Manzo (rivolto a Mirko): Ma l'intervista tua non la fanno mica a Lucca?
Mirko: Divinatorie comunque.

Ditemi della parte in studio, tu Manuel scrivi testi e musica...
Manuel: Si, ma delle volte anche in bagno. Perché quando scappa...

Collaborano anche Mirko e il Manzo oppure no?
Manuel: No, loro aspettano il loro turno ed entrano dopo. E non è una bella cosa per loro.
Mirko: Noi, essendo Musica per Bambini, su quello che fa lui abbiamo diritto di feto.

(Tutti ridono a crepapelle)

Manzo: Tra l'altro parlando di profeti, voglio ricordare che i profeti sono contro l'aborto.

(È inutile, non riesco a gestirli. Sembra di parlare con un'Allegro Chirurgo in tilt)

E degli ospiti vari del disco? Come Bertallot, la Pina?
Manuel: Non li faccio entrare in bagno. Si, loro sono famosi più di noi.
Mirko: Bertallot è un sant'uomo.
Manuel: Sicuramente, e poi è anche un nostro amico. Ci ha spesso invitato in trasmissione anche quando non servivamo a niente. Poi abbiamo fatto tanti jingle per Radio Deejay e anche un po' tutto per la sua trasmissione B-Side, che tutt'ora devo dire è in ottimo forma.
Mirko: E non ha mai chiesto il culo a nessuno.
Manuel: Tanto tu glielo hai dato lo stesso.
Mirko: Io ho cercato di darglielo, ma lui è uno di quelli che le donne gli piacciono veramente tanto.
Manzo: Si, è un ginecologo.

Quando scrivete le battute usate un metodo un meccanismo oppure sparate a caso? Pensate anche alla narrazione del disco e delle storie? Andate senza criterio o invece avete un modello?
Mirko: A te cosa ti sembra?
Manuel: Alla fine no, non sappiamo scrivere.
Manzo: Andiamo molto a braccio.
Mirko: Però è una bella domanda questa. Io ti faccio i complimenti perché è una domanda bella e culturale.
Manzo: Anch'io ti faccio i complimenti perché è proprio una bella domanda
Manuel: Alla quale tu non hai risposto.

(Mi stanno facendo dei complimenti? Sul tavolo ci sono ancora bottiglie di birra e grappe da finire. Effetto della sbornia)

Manzo: Scriviamo una traccia principale, quando capita, non è sempre detto. Oppure da un'intuizione, da un'idea, partiamo per una tangente ben fissa che comunque può variare in corso d'opera.
Mirko: Ah, scusa! Pensavo fosse l'intervista di Musica per Bambini questa.
Manzo: No, no! Questa qua è l'intervista di Musica per... Bagnini.
Manuel: Che si svolge in Romagna.
Manzo: No. Comunque. Però. Molto spesso il copione vero e proprio nasce anche da improvvisazione anche in sede live, cioè, nel senso, no, certo, durante il concerto viene una battuta sulla quale si può costruire una situazione, o viceversa, una battuta mentre stiamo parlando al bar come adesso, si costruisce non una ricezione. Vabbé, ma lui è completamente ubriaco, lasciatelo perdere (riferito a Mirko che sta scalciando). Quindi non c'è un modus operandi vero e proprio. Si improvvisa, dall'improvvisazione nasce una particella che sviluppa poi un corpo consistente.
Mirko: Questo quando non ti metti il preservativo.

E vi riferite mai a qualche comico o scrittore in particolare?
Manuel: Bisognerebbe leggere per sapere cosa scrivono gli altri.
Manzo: Bisognerebbe ridere per sapere cosa fanno i comici.
Mirko: In realtà no, però ci sono alcuni comici che...
Manzo: Che si riferiscono a noi.
Mirko: … che apprezziamo. Fra cui Bisio.
Manzo: Anch'io bisio quando bevo tanta birra.
Mirko: Pre-Zelig.
Manuel: Seconde me non siamo comici. Lo spettacolo racconta in realtà una storia e comunica, vuole... trasfigura, anzi deve proporre teatralmente ciò che nella musica viene reso semplicemente con... parole e musica. Però se noi... non vogliamo fare spettacoli comici.
Manzo: L'umorismo è un linguaggio.
Manuel: L'idea è vedendo la sofferenza di chi ci sta davanti, e perché è un nostro metodo espressivo.
Manzo: Anche perché sennò dovremmo spogliarci, quindi...
Mirko: L'unico altro modo per farli ridere di più.
Manuel: A me non mi piacerebbe fare uno spettacolo comico.
Manzo: Non ne sei neanche capace.

Immagino che comunque le battute che vengono improvvisate sul palco vengano dell'affiatamento avuto negli anni, dalla vostra conoscenza.
Manzo: Ah guarda, io dopo quello che ho mangiato oggi ho un affiatamento non da ridere.
Mirko: Io due, uno davanti e uno di dietro.
Manzo: L'abbiamo sviluppato negli anni. Siccome ci frequentiamo spesso, un po' lavorativamente...
Mirko: Dal primo dopoguerra.
Manzo: Ma si da un primo dopoguerra qualunque. Ci troviamo spesso tra di noi, abbiamo interessi in comune. Tipo il calcio, andare a bere delle birre al bar, e spesso e volentieri da situazioni quotidiane di vita vissuta nasce lo spunto per. Questo è dato anche dal fatto che essendo delle persone prive di... compagnia femminile stabile, a parte Mirko che da qualche mese si accompagna con una signorina di notevole aspetto e gran caratura morale.
Mirko: Nel senso che è da un bel po' che mi aspetta.
Manzo: Nel senso che è troppo bella vicino a te.
Mirko: Qualunque essere vivente è bello accanto a me.
Manzo: Anche io faccio la mia porca figura di fianco a Mirko, soprattutto faccio la porca a pagamento.
Manuel: Come si fa la porca figura?
Manzo: Aunf, Aunf (grugnisce). Così. Comunque si nasce anche dal vissuto, dalle conoscenze che abbiamo. Per il resto siamo fratelli.
Mirko: Scusa, qual'era la domanda? No, perché mi ricordo che avevo una risposta intelligente.

Le battute improvvisate. L'affiatamento sul palco dato dall'amicizia.
Mirko: Ah, no. Non avevo una risposta intelligente.
Manuel: No, non siamo amici.

Manuel, parlami del tuo progetto solista “Storie per un re”.
Manuel: “Storie per un” re è un disco solista. Come si chiama quando c'è un mecenate? È stato... Non sponsorizzato.
Manzo: Esattamente si dice “quando c'è un mecenate”.
Mirko: Finanziato.
Manuel: Mecenato... Commissionato dal castello di Gropparello ed io l'ho fatto. Sicuramente è il disco con i testi più belli. Lo dico io perché l'ho fatti io, quindi gli altri dicono anche il contrario. È uscito a mio nome anche se io non volevo.

Dopo tre dischi con Betulla Records siete arrivati alla Trovarobato dei Mariposa. Come è nata questa collaborazione e come sta andando?
Manuel: Molto bene. Ne parlerà, di questa collaborazione, Andrea.
Manzo: Si... Allora... mmmh.
Mirko: A parte che non si comincia una frase con allora.
Manzo: Siccome è una cosa che è successa nel passato la comincio con allora. Allora, quando  Manuel fece il primo disco nel '98…

(Farfuglii vari e incomprensibili da parte di tutti, Manzo si gira verso la televisione del bar che trasmette il balletto di una velina seminuda di Quelli che il Calcio...)

Manzo: Dio mio, che prugna!

(Tutti ridono, anche io)

Manzo: Nel senso che fa cagare. Non saprei come altro utilizzarla. In realtà i tre dischi precedenti non sono usciti a nome Betulla Record, perché il primo disco, altresì intitolato “Nascondino con l'assassino”, usci sotto La Mia Cantina Production, che era un'autoproduzione più o meno.
Manuel: No, la produzione era di Luca Fusari.
Manzo: Invece “Del superuovo” fu ad opera di Punkrockers e …
Manuel: Mmmh, Venus.
Manzo: Venus Productions. Poi il salto di qualità venne fatto quando si interruppe per un bel po' la nostra attività musicale, ma soprattutto quando l'uscita di “M__sica” venne prodotta dalla Betulla Records di Cuneo, etichetta assolutamente simpatica composta da gente simpatica. Santa gente, molto bravi. Poi dopo, come tu hai accennato ai tuoi lettori-ascoltatori...
Manuel: Anche quelli di prima erano simpatici, eh.
Manzo: Per il semplice fatto che non conosco i Punkrockers, conosco Luca Fusari che effettivamente è simpatico. La collaborazione con Trovarobato in realtà è una cosa che io non so bene come è nata perché la sa meglio Manuel. Si sono messi in contatto con te, no?
Manuel: È nata sotto un cavolo.
Manzo: Una cicogna l'ha portata sotto un cavolo.
Mirko: La stanno ancora disseppellendo.
Manuel: Ed infatti è una cavolata.

Continuerà negli anni, oppure?
Manuel: Altroche! Abbiamo un contratto che scade nel 2044.
Mirko: Cioè dopo la fine del mondo.
Manuel: Ma non è vero il mondo finirà nel 2012. Finirà nel 2011.
Mirko: Non a Dicembre, pensavamo di farlo finire a Settembre.
Manuel: A Settembre ci sono gli Europei.

Parliamo dei concerti, anzi dei dopo-concerti. Voi andate sempre sotto il palco a parlare con le persone. Soprattutto Manuel sembra provarci con qualsiasi cosa abbia fiato.
Manzo: Quindi con le trombe, i clarinetti…
Mirko: Tu sei uno dei migliori giornalisti che io abbia mai visto.

(Manuel è sprofondato dalla vergogna, la gente che ci ascolta ride senza contegno, e Mirko mi fa i complimenti. Penso che questa intervista sia troppo surreale, mi sento in colpa per i lettori di Hatetv, e mi vedo già che il caporedattore, Marco Scaltriti, mi costringerà a recensire, da qui alla fine del secolo, solo dischi di neomelodici napoletani)

Mirko: È più gentile perché ha detto sembra.
Manuel: Sembra... Loro invece ci provano da vero. E poi comunque quella di ieri non aveva fiato.
Mirko: Ahahahahah.
Manzo: Comunque è vero, dopo i concerti amiamo intrattenerci con il pubblico. Soprattutto intrattenerci con le signorine. Le signorine sono un po' il nostro futuro perché le signorine sono la partorienti. Quelle che danno alla luce i bambini che poi alimentano la nostra musica, un possibile altro pubblico che verrà ai nostri concerti. Quindi cazzo ce ne frega degli uomini tanto possiamo inseminarle noi loro.

Parliamo ancora di musica. Com'è che ascoltandovi sembrate sempre così anomali, soprattutto per l'Italia?
Manuel: Sempre anomali, si chiamerà il nostro live.

(Ridono sguaiati e non mi seguono. Temo di averli persi definitivamente. Questa non è un'intervista, è il Vietnam)

Manuel: Bhe, grazie. Anche a nome degli italiani che non hai assimilato a noi.

Anche se ieri sera durante il concerto ho sentito citarvi, fra i tanti, Black Sabbath, Metallica, Patty Pravo, Jovanotti, per non parlare della cover di Max Gazzè e Niccolò Fabi.
Mirko: Ma davvero Patty Pravo?
Manzo: Bambola.
Manuel: Ah, perché Patty Pravo ha fatto “Come fossi una bambola” che era la cover di “Bombole”. “Tu mi apri il gas, come fossi una bombola”. L'abbiamo fatta per il consumo energetico, tipo “M'illumino di meno”. Sai che Frankie Hi Nrg l'ha fatta per il consumo, contro il consumo
Manzo: Ma uno che si chiama Frankie Hi Nrg! È un bel casino!
Mirko: Quest'anno non fanno il risparmio ma fanno l'autoproduzione.
Manzo: Ovvero? Scorreggiano nelle bombole?
Mirko: No, fanno costruirsi i pannelli fotovoltaici.
Manzo: Ho capito ma per una parete grande ci vuole un pannello grande.

(Ho finito la mia Sambuca e non ho più niente da perdere. Mi unisco all'euforia)

Cinghiale?
Manzo: Cinghiate!
Manuel: In modo di avere delle bollette alla portata di tutti per questo periodo di crisi, ci manca qualcuno che faccia una campagna di sensibilizzazione sull'uso dell'acqua, e direi che oggi Mirko non ne ha sprecata nemmeno una goccia. Penso sia un ottimo testimonial.
Manzo: Però si è lavato.
Manuel: Questo lo dici tu.
Mirko: No, è vero. Ci sono due frasi che incarnano perfettamente il nostro spirito ecologico. Che è “Risparmia acqua, bevi più birra” e invece per i filosofi verdi, proprio un manifesto di pensiero che era “Acqua, serve per lavarsi. Alcuni la bevono”.
(Nessuno ride)
Mirko: Basta, ho finito.

Parlatemi del vostro rapporto con il metallo pesante, l'Heavy Metal?
Manzo: Io lo amo.
Manuel: Io lo ho amato e lo amo tuttora, però non sono molto corrisposto. Il metal non ci ama.
Manzo: Non ci ama però io, è un certo genere musicale che adoro.

E con certo metal estremo? In voi non si può non sentire certi gruppi grind, come gli Agoraphobic Nosebleed.
Manzo: Agoraphobic Nosebleed? Mi hai citato un gruppo veramente di nicchia. Per quanto dico io, ascolto il death, grind, brutal, epic, power, trash. Ogni tanto ascolto anche del metal.
Manuel: Sono d'accordo. Credo che sia il mio genere preferito oltre che quello che ho ascoltato di più, insieme all'elettronica.
Manzo: Tra l'altro posso dire una cosa. Io sono l'ascoltatore preferito dal metal. Mirko, tu fai parte di un gruppo che ascolta heavy metal, tu ascolti heavy metal.
Mirko: Ascolto anche heavy metal.

E allora a chi vi ispirate?
Manzo: Ah, io alla mia nonna.
Manuel: In realtà cerco di fare qualcosa che non somigli a cose che mi piacciono, e infatti quello che faccio non mi piace. Il tentativo è quello di fare qualcosa che non c'è ancora, quindi prendere non precisamente elementi che ci piacciono o non ci piacciono ma quelli che possono servire a fare qualcosa che ci piacerà. Si sceglie gli ingredienti non in base al gusto degli ingredienti. Hai capito?
Mirko: Posso conquistare questa risposta? Perché detta così sembra una cosa pragmatica, cosa che in realtà non è.
Manuel: Ah, si, beh, certo. Ti rendi conto alla fine.
Mirko: Non è vero che scegli gli elementi. “Questo l'hanno già fatto in trenta allora non lo faccio io”.
Manzo: Allora facciamolo in trentuno.
Manuel: Si, il meccanismo non è di ricercare...
Manzo: Somiglianza con qualcosa che già esiste.
Mirko: Ma ne l'una ne l'altra. Anzi. Uno dei nostri difetti...
Manzo: …qualcosa di molto personale...

(Si accavallano talmente tanto le voci che non distinguerle più. Ci vuole una mossa risolutiva: un'altra domanda)

Avete mai pensato di pubblicare un dvd delle vostre gag dal vivo?
Manzo: Ma, guarda un dvd di gheggate...
Mirko: In realtà no, perché non sono gag. Nel senso che non nascono come gag ma, come avevamo detto prima, è semplicemente un linguaggio ma è accessorio. L'idea non è quella di fare una battuta ma è il linguaggio. Infatti non le prepariamo, ci vengono... Vogliamo dire una cosa e quella cosa è quella.
Manzo: È un po' un manzoniano, interessante per mezzo. (?)
Mirko: Avanti!
Manzo: Avanti!

(Data l'ubriachezza collettiva anche io non ricordo bene cosa è successo in questo preciso momento, mi pare di avere minacciato gestualmente qualcuno tipo il Manzo)

Mirko: Adesso gli do 50 euro. E testimonio che non sei stato tu.
Manuel: Io lo faccio per 40.
Mirko: La indovino con 7.

(È tornata l'anarchia, tutti che ridono e partono discorsi tangenziali. Io mollo, ho perso la partita. Voglio andare a casa a piangere)

A posto ragazzi. Qualche domanda voi?
Manuel: Certamente.
Manzo: Chi cazzo sei tu?
Mirko: Tu come ti sei avvicinato...
Manzo: ...a noi? Nonostante l'ordine restrittivo.
Mirko: No, ti prego. Chiedi al Manzo come si avvicinato alla musica.

Chi ti ha dato le indicazioni per avvicinarti al mondo della musica?
Manzo: Eh? Il vigile.
Manuel: “Guarda è la in fondo a destra, il semaforo...”
Mirko: A Radio Sherwood ci hanno chiesto come ci siamo avvicinati alla musica e lui ha risposto “Facendo due passi verso lo stereo”. Hanno smesso di farci le domande.

Con la consolazione di non essere stata la sola vittima nella storia della demenza galoppante di Musica per Bambini si conclude questa estenuante conversazione a quattro, più un intero bar e le sue persone (e il suo alcol) che sicuramente hanno influenzato le nostre parole. Usciamo per strada e chiaccheriamo del più e del meno, un poco più sollevati di prima ma con le menti ancora ottenebrate dai liquori. Li accompagno alla macchina e li saluto come se fossero dei vecchi amici, con la promessa di raggiungerli prima o poi a Gropparello. Non so di preciso come e perché, ma in un certo senso credo che questa intervista esprima molto di cosa voglia dire essere musicisti, indipendenti e italiani, oggi.

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Commenti (4):

05/02/2010  axel
10 e lode...
06/02/2010  Marco Scaltriti
ben detto: hai lavoro da fare da qui alla fine del secolo.
06/02/2010  Vesto casual
non riesco a fermare le risate. fermatele vi prego!!!
15/07/2010  sMart
Delirante... sembra il copione di un film dei Monty Python


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