
(2009) Autoproduzione
Tracklist:
1. Dark Place
2. The Villain
3. Sunrise
4. Changing Our Ways
5. Love You Shave You Loose You
Veneti, sorti dalle ceneri di Wetfinger Operation e Moofloni, i Die Transfer esplorano gli orizzonti di un post-punk decostruito e rinato dalle spoglie e dall’esperienza della new wave britannica, attraverso sonorità affascinanti e decisive, che sembrano stratificarsi nel tempo e nello spazio, palesando un’urgenza sonora e vocali perfettamente in linea con le stesse ambizioni del post-punk dei primissimi anni ’80.
Scorre senza fiato l’EP autoprodotto Plastic Machine, un sostanzioso trionfo incandescente di oscurità e delizie sonore, tra ripescaggi di chitarra del miglior punk e l’associazione di ritmiche serrate ed onnipotenti con aggressioni analogiche polimorfe che trascendono da tale forza per esaltarsi in universi dark e magnificenti.
Se Dark Place ammalia in fascinazioni new wave alla Bauhaus, la ritmata The Villain placa l’ansia emozionale accrescendo l’enfasi liberatoria e riottosa, Sunrise sembra uscita dai primi vinili dei Cure, anche se la voce qui passa in secondo piano, purtroppo, Changing Our Ways ricompone l’essenza sintetica e Love You Shave You Loose You riprnde i divini Joy Division in un cantato lascivo e sublimato da basi ipnotiche e un flusso continuo di ritmi e suoni da far girare la testa.
Vera nu wave contemporanea, un po’ Diaframma un po’ Frigidaire Tango.
Da non perdere!
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