Articoli

AQUEFRIGIDE - La Razza
 

(2009) Subsound Records

Tracklist
:
1. In Che Depressione Suono
2. Svastika
3. Orighami
4. Bocca Di Fuoco
5. Gas Mostarda (Ammoniaca)
6. Spacca Lo Specchio
7. Erbeta Il Gigante Gassoso
8. Immensa
9. Rammarichi (Molto Tossico)
10. Non Tornare A Casa
11. Sophia
12. Bromuro (Fankulo Tutto)
13. Potrei Uccidere Un Cane
14. Un Perso
15. Infernale


È possibile parlare di Aquefrigide solo dal punto di vista musicale? Secondo me, no e penso che neanche Aquefrigide lo voglia. Andiamo con ordine.

Gli Aquefrigide si riconducono alla sola figura della frontman/girl, chitarrista e voce del gruppo, gli altri componenti, assolutamente competenti nei loro ruoli, sono solo il contorno all'emblematica e contorta persona di Bre Beskyt Dyrene. Diciamo che, facendo un'equazione, Bre sta a Aquafrigide come Marilyn Manson sta ai Marilyn Manson.

La Razza
è il secondo studio album della band: un metal/industrial rock cantato in italiano che suona decisamente anni 2000. Un punto di forza sono sicuramente le liriche costruite su acidi giochi di parole, ripetute poi in forma di piccoli loop. 

La formazione romana ha un potere, secondo me, da non sottovalutare: ipnotizza. È quella forza magnetica di attrazione verso una cosa che sai che non vuoi vedere ma, poi, non puoi fare a meno di vederla. È come quando vedi un colombo morto: sai che ti fa schifo ma un occhio ce lo butti lo stesso. Così è per Aquafrigide. Propongono un sound che ha avuto il suo (breve) attimo di gloria ma che, adesso, è difficile da inquadrare, eppure, dal momento in cui si fa play, l'ascolto fila attento per tutte le 15 tracce. 

Sarà per i testi espliciti e diretti, sarà che è una band che invece di virare stile si ostina a proporre in modo accattivante il proprio genere, ma La Razza è un buon traguardo per Bre e soci. Un onestissimo lavoro che fa capire che gli Aquefrigide non sono solo parrucche e lustrini ma che sotto c'è un intenso lavoro musicale, valorizzato dal sapiente mixaggio negli studi della Subsound a Roma e masterizzato in California da John Golden (Faith No More, Neurosis, Melvins, Primus).

All'inizio non volevo parlare della figura di Bre Beskyt Dyrene perché, onestamente, non mi piacciono le band famose più per l'immagine che per la musica. A ben vedere, però, ora mi trovo a ritrattare la conclusione, capendo che Aquefrigide è lo specchio di quello che è Bre: contorto,volgare, esplicito,cattivo e interessante. Non è la diversità ostentata che colpisce, ma il gusto e l'impatto con cui può far piacere un disco che appartiene a un genere che è morto e che, probabilmente, non verrà più ascoltato.

Indietro


 

Commenti (0):

Nessun commento per questo articolo.

Lascia il tuo commento:

Nome:

Commento:


 

Indietro