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BARBAGALLO - Floppy Disk
 

(2009) Barbie Noja

Tracklist:
1. Paper mirror
2. Yolkrise
3. The motion
4. Spectacle
5. Pale purple sky
6. Motion reprise
7. Cold shiver
8. Oh Carol!
9. Friday
10. Little island
11. French road


Siamo tanto bravi a capire che un gruppo è innovativo e intelligente solo quando fa casino e le orecchie ti sanguinano ai concerti - Dead Elephant e Teatro degli Orrori ci piacciono a tutti, è evidente - ma raramente ci soffermiamo sul ben più leggero pop per osservare l'andamento reale della musica italiana. Capita a fagiolo Carlo Barbagallo, per gli amici solo Barbagallo: polistrumentista, eclettico e siciliano (non per forza in questo ordine). É un'entità anomala e le sue canzoni hanno qualcosa di spettrale, esoterico e stordente; non si fanno carpire dal semplice ascolto ma tentano di toccarti senza farsi toccare.
Tentiamo di categorizzarlo: a metà strada fra Samuel Katarro e gli ...A toys orchestra prendendo il meglio di entrambi e stravolgendolo con le delizie di una lucida follia, oppure una Beatrice Antolini al maschile, oppure tutti i Blake/e/e/e rinchiusi in un solo corpo, oppure... Basta! Non è giusto!
Tanto meglio sarebbe avvicinarsi al suo ultimo lavoro Floppy Disk dimenticando volontariamente tutta la musica italiana degli anni 2000, ma entrarando nella testa di Barbagallo c'è da farsi male, e lo spiraglio orticante dato da questo disco ne è la prova. Sin dall'inizio, con Paper Mirror e Yolkrise, emerge dalla musica il biniomo pop-e-psichedelia che accompagnerà costantemente il factotum siciliano. The Motion pare la canzone gioiosa di un Tom Sawyer ubriaco e Spectacle il blues allucinogeno di un Burlamacco; andando avanti il disco viene contagiato da una psichedelia limpida che esplode in limbi acustici come Motion Reprise e Oh Carol!, ma non viene mai a mancare la sensibilità melodica di Barbagallo che arriva al suo massimo in Cold Shiver e Friday. Fra voci distorte e suoni ludici Floppy Disk ci trascina nel suo sentiero sognante che culmina nella monumentale Little Island per poi distendersi in French Road, una conclusione lieve ma contorta di un disco in cui anche la dolcezza è un po' amara e l'amarezza un po' dolce.
Intendiamoci bene, Floppy Disk non è un disco che surclassa tutte le altre uscite del 2009, anzi verrebbe facile da snobbarlo e rifiutarlo per via della sua confusione, ma ad un ascolto approfondito ci si rende conto della notevole portata di Barbagallo e della sua meravigliosa visione, e questa arriva così in profondità da non lasciare indifferenti.

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