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VIBRATACORE - Behind This Rapture
 

(2008) AudioZero Records, Udedi

Tracklist:
1. Behind This Rapture
2. The Battle Against My Self
3. Candy
4. Rosaries To The Civilization
5. Unexploded Attitude
6. Reflect
7. Urlo La Mia Rabbia
8. Sennoun
9. De-Human Love


Finalmente! Finalmente! Ho detto finalmente! Stavo perdendo le speranze verso il post-hardcore o metalcore (chiamatelo come vi pare) nostrano, e proprio a un passo dal baratro mi giunge all'orecchio l'urlo di salvezza dei Vibratacore. Grazie.

Nonostante possa trarre in inganno i diffidenti come me, che non vedono di buon occhio le commistioni italo-americane - della serie il ketchup sui maccheroni - il nome ha un significato ricercato, anche se un po' forzato: vibrata deriva dalla Val Vibrata, zona vicino a Teramo da cui la band proviene; e core sta per 'cuore', una vibrazione hardcore. Grazie a dio la vibrazione non è solo nel nome, ma esiste e arriva dritta al 'core'.
Behind This Rapture è il primo lavoro ufficiale della band abruzzese che dopo due demo di assestamento aggiusta la mira facendo centro. Pur avendo un trascorso artistico vicino al crossover, Behind This Rapture rappresenta una svolta decisa verso sonorità più contemporanee, verso il post-hadcore alla Norma Jean, tanto per intenderci. Svolta sulla quale ha sicuramente inciso e giovato l'entrata nella line-up del cantante Andrea dalle qualità sorprendenti, un urlatore davvero potente che contribuisce a dare grande impatto alla musica del gruppo.
Le nove tracce che compongono l'album sono tutte valide e ciò che colpisce sono la coerenza e la compattezza strutturale dell'album. Il livello tecnico della band, eccellente, è ben reso dall'ottimo lavoro svolto in fase di registrazione: suoni definiti e ben mixati confezionano un prodotto che non sembra affatto un debut album, bensì un lavoro più maturo.
La title track apre molto bene il disco, mentre le urla ingoiano melodiche aperture di chitarra. Candy, che vede la collaborazione del cantante degli Straight Opposition, ricorda ritmi e sonorità alla Sepultura arrangiati in chiave Vibrata. Urlo la mia rabbia, pezzo tirato, violento e con liriche in italiano, è sicuramente uno dei migliori dell'album. Colpisce anche l'originale Sennoun, intermezzo strumentale alla cui base ritmica si sovrappone il didjeridoo suonato dal batterista e dal chitarrista.

Per essere il debut album, Behind This Rapture è veramente un lavoro di cui andare fieri. Ciò che colpisce è l'armonia che scorre durante i 30 minuti in cui non c'è nulla che stoni, non c'è la canzone "brutta", non c'è la canzone noiosa, non c'è la canzone che non c'entra. I Vibratacore vogliono suonare un determinato genere musicale e quello suonano senza perdersi in ricordi del passato o nel crossover o nell'ambizione di sentirsi originali. Certo non sarà nulla di nuovo, ma sicuramente è qualcosa di ben fatto. E nell'inflazionato mondo del metalcore questo fattore non è assolutamente da sottovalutare.
Vibratacore: finalmente!

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