
(2008) Autoprodotto
Tracklist:
1. Spycam on your back
2. Paracetamolo
3. Screwed finger
4. Lovely lovely lovely
5. D
6. Johnny Cage (private life)
7. Toxicology
8. Camel tsunami
Si presenta in maniera geniale il trio torinese.
Con la foto di un quartetto - intanto.
Sfigatissimo - poi.
E che in realtà è composto dal medesimo tizio, agghindato secondo vari trashismi (nella persona di Cristian Girotto, www.cristiangirotto.com)
Detto questo, si passa all’ascolto.
Un rock core pressoché interamente strumentale, qualche urlo screziato di tanto in tanto, a volte un cantato nascosto (e in un episodio anche un cantato in primo piano, in italiano nel caso), con chitarre sature arrivate direttamente da ascolti poco sotto al metal, destrutturato a volte da cambi di ritmo, generalmente mid tempo.
Il tutto, purtroppo, nulla ha a che fare con l’ironia della copertina.
L’effetto all’ascolto è di un sound tendenzialmente seduto - anche nelle parti più cattive e aperte. Adagiato, un tantino stanco, col fiato corto.
Il pezzo con più tiro, a mio parere, è Jhonny Cage, forse per le repentine accelerate - ma anche qui non si scappa da un qual certo affanno, come una sensazione di fatica. E nemmeno qui, comunque, i riff sfuggono da quella che nel XVI secolo si chiamava maniera.
Ecco: pur non essendo post-rock, né slow core, né crossover, né –core – post – sic!, rimane un disco affettato, manierato, senza una doverosa grinta né una grondante pesantezza.
Senza un ubi consistam. Senza una retta, due parallele, un rombo.
Seduto, si diceva. Personalmente non mi convince.
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