Se dovessi scegliere il disco che ha caratterizzato la mia estate opterei senza incertezze per Endless ep, di 1979. Sullo sfondo, non immaginatevi nessuno scenario da cartolina. Scordate gli ombrelloni, il mare, i chioschi che dalle 18 servono aperitivi, le Ibiza, le Riccione, acqua totale. Soltanto Milano, d’agosto.

Milano, il caldo, il lavoro e un appartamento occupato per un paio di settimane allo scopo di garantire la sopravvivenza di tre gatti. Ho scoperto la musica di 1979 più o meno così.
Vagavo accaldato sul sito della CUT Records – un’etichetta lettone specializzata in ottime produzioni di breve formato provenienti da tutto il mondo – in cerca di qualche emozione forte, ed ecco che mi imbatto in questi tre pezzi sorprendenti, un bel miscuglio di deep house, ambient e IDM. Il vero nome di 1979, ho scoperto in seguito, è Giovanni Salviato. Ha meno di trent’anni, di professione corriere, italianissimo (è originario di Schio). Lo abbiamo raggiunto per approfondire la sua conoscenza.

 

Cominciamo dall’inizio: chi si nasconde dietro a 1979 e qual è stato il suo percorso all’interno della musica?

1979 è Giovanni Salviato, un ragazzo che vive ai piedi delle piccole Dolomiti in una cittadina chiamata Schio ( in provincia di Vicenza). Già dai tempi del liceo mi approccio alla musica militando in varie band pop rock senza però avere un vero e proprio interesse, infatti decido presto di mollarle tutte. A 18 anni invece mi capita di andare a qualche rave party nei boschi della mia zona e mi appassiono così alla musica elettronica. Comincio infatti a produrre con Fruity Loops e a preparare i miei primi live set (una volta suonai con un set davvero fuori.. un computer fisso e un portatile attaccati a un mixer da dj con controller e tastierine!). Poi andando all’università purtroppo archiviai un po’ le cose. Dopo due anni però fondo assieme ad altri amici la formazione di stampo postrock/ shoegaze “Tropical Disease” con i quali rilasciamo un paio di ep. Uno per Deer Waves Records. Nel frattempo prende via anche il progetto di natura eletronica “DRYWET” con Simone Colosimo, in arte “This Gratia” anche lui componente della band “Tropical Disease”. 1979 nasce invece poco più di un anno fa. Ero stufo del mio progetto Pouk con il quale ho sperimentato tanto e ho deciso di creare questo nuovo moniker con un po’ più di consapevolezza alle spalle…

Ad aprile è uscito per Cut Records Endless, un ep molto interessante. Ti andrebbe di raccontarci quando hai iniziato a lavorare su queste tre tracce e se ciò che ne è uscito fuori corrisponde a quello che avevi in mente all’inizio?

Le tracce erano nate già a Settembre 2014, ultimate poi verso la metà di Ottobre. Un periodo un po’ particolare, diciamo non un dei migliori, ha dato l’ispirazione giusta per far si che le tracce venissero fuori. L’unica cosa che mi ero imposto all’inizio era stata solo riguardo al set up da usare e questo poi ha determinato il prodotto finale: un paio di synth analogici, dei pedalini da chitarra elettrica, field recordings e il mio solito amato Ableton…

Da Gold Panda a The Field, da Fort Romeau a certe recenti produzioni dei Chemical Brothers, sono molte le influenze che ritrovo nella tua musica. In generale, mi sembra di avvertire un certo gusto per la stratificazione di suoni ripetuti che vanno a comporre un flusso trasognato e vagamente malinconico. Il concetto di loop può effettivamente risultare una delle chiavi per leggere la tua idea di musica?

Assolutamente si. Il fatto di creare loops fa parte del mio fare musica.

Indian Wells, YouAreHere, Yakamoto Kotzuga, Godblesscomputers e tanti altri ancora. Il 2015 ha segnato il ritorno di alcuni musicisti italiani che portano avanti un’elettronica buona per essere ballata in un club come per essere ascoltata seduti in poltrona. Per quanto diversi fra loro (e da te), credi che in questo ambito si stia affermando una vera e propria “scena” oppure ogni realtà è a sé? Hai mai avuto dei rapporti di collaborazione o di semplice confronto con altri artisti?

A dire la verità non è che io sia un gran seguace della musica elettronica Italiana. Mi cibo per la maggior parte di suoni provenienti da fuori, anche se so che in Italia ci sono sempre più artisti che si meriterebbero uno sguardo più approfondito anche dagli appassionati esteri! Godblesscomputers ci fece un remix ancora al tempo dei “Tropical Disease” e quest’anno eravamo entrambi su una compilation del mese di Rockit però diciamo che un vero confronto personale non ce l’ho mai avuto!

Come è avvenuto l’incontro con la Cut, un’etichetta lettone specializzata in lavori di breve durata e di ottima qualità? Ti hanno supportato anche nella fase di produzione e, successivamente, di promozione dell’ep?

Scovai la Cut per delle ottime uscite Deep House e di elettronica davvero raffinate. Decisi così di mandare il demo e Alex Cowles (DFRNT) , fondatore dell’etichetta, mi contattò poco dopo entusiasta per il materiale. Riguardo a produzione mi hanno assistito occupandosi della fase mastering. A breve uscirà una compilation fisica con il meglio delle prime quaranta releases dell’etichetta! Ci sono anche io.

Per adesso le tue apparizioni live mi sembrano piuttosto sporadiche. È una scelta di carattere personale oppure dipende da fattori esterni? Cosa ci dobbiamo aspettare da una tua esibizione?

Ultimamente sono molto impegnato con l’altro progetto che condivido con Simone, “DRYWET”; ciò mi blocca un po’ dal fare live da solista.

Sei anche dj? In caso affermativo, ti senti più a tuo agio come produttore o come dj?

Capita a volte di fare da dj per qualche serata nella mia città ma non mi considero assolutamente un dj! Semplicemente produco e suono musica mia, dal vivo.

Due parole sull’altro progetto che ti riguarda: DRYWET.

DRYWET è oramai un progetto di musica elettronica (club-oriented) bello avviato! Siamo resident di una serata/evento/party di Vicenza chiamato Oasi che ci dà la possibilità di esprimerci davanti sempre a un bel pubblico e al fianco di ottimi artisti internazionali! Inoltre siamo stati più volte ospiti di realtà ottime quali Altavoz a Marghera ed Elita a Milano; siamo contentissimi per tutto ciò!

Oltre alla musica di cosa ti occupi nella vita?

Ho un lavoro part time in un’azienda della zona; sono il corriere per la provincia di Vicenza! Questo mi permette tra l’altro di ascoltare moltissima musica durante i miei mini viaggi. Ho ormai una collezione di dischi abbastanza rinomata eh eh eh eh

Il 1979 è una data ricorrente in musica: basta pensare a “1979” degli Smashing Pumpkins o ai Death from Above 1979. Dov’eri tu nel 1979 (se esistevi) e cosa rappresenta per te questo anno?

Io ero ancora chissà dove! Comunque è fondamentalmente un nome composto da un numero anche se ammetto di essere un fan sfegatato della canzone degli Smashing Pumpkins!

Per concludere: quali sono i passi successivi nella carriera di 1979?

Ho un ep pronto che dovrebbe uscire entro la fine dell’anno per un etichetta tedesca, anche se i tempi si stanno allungando un po’ troppo. In ogni caso dispongo di molto materiale inedito, chissà magari a breve farò uscire qualcosa!

Grazie del tuo tempo.